Certificazione e progetto energetico degli edifici
APE, diagnosi energetiche e progettazione degli interventi di efficientamento dell’edificio.
Dall'APE alla riqualificazione energetica
L'APE attesta la prestazione e la classe energetica; la diagnosi analizza gli usi e i consumi dell'edificio e individua le possibilità di miglioramento. Il progetto definisce gli interventi da realizzare. Il percorso va dalla certificazione, nei casi previsti per vendita e locazione, alla riqualificazione. Si considerano i requisiti applicabili e l'attuazione nazionale della Direttiva EPBD 2024.
Attestato di Prestazione Energetica (APE)
Diagnosi energetica edifici (UNI CEI EN 16247-2)
Analisi requisiti EPBD 2024 e ZEB
Progettazione coibentazioni e involucro
Progettazione impianti fotovoltaici
Confronto tecnico ed economico tra ipotesi di intervento
Progetti di riqualificazione energetica
Due incarichi di progettazione mostrano l’uso di modelli e diagnosi energetiche per definire interventi su edifici pubblici.
Energia e impianti elettrici in un plesso scolastico
Progettazione energetica, degli impianti elettrici e antincendio in un gruppo multidisciplinare. La parte strutturale è stata curata da un altro professionista.
Diagnosi e progetto di riqualificazione di involucro, impianti e rinnovabili. Le prestazioni dopo l’intervento sono stime progettuali.
Riduzione di almeno il 16% del consumo di energia primaria
media del parco residenziale nazionale
2035
Riduzione del 20-22% del consumo di energia primaria
media del parco residenziale nazionale
1° gennaio 2028
Obbligo
Edifici a emissioni zero (ZEB)
Ambito
nuovi edifici di proprietà di enti pubblici
1° gennaio 2030
Obbligo
Edifici a emissioni zero (ZEB)
Ambito
tutte le nuove costruzioni
2030
Obbligo
Riduzione di almeno il 16% del consumo di energia primaria
Ambito
media del parco residenziale nazionale
2035
Obbligo
Riduzione del 20-22% del consumo di energia primaria
Ambito
media del parco residenziale nazionale
Consumi, costi e convenienza degli interventi
Nel valutare una diagnosi energetica, il costo iniziale è solo una delle grandezze da considerare. Consumi evitati, manutenzione, eventuali ricavi dall'energia immessa in rete e durata dell'investimento cambiano secondo l'edificio e l'uso che se ne fa. La diagnosi confronta questi elementi per valutare la convenienza delle diverse soluzioni.
Quadro elettrico, estratto: i carichi vanno misurati nel tempo
Il quadro elettrico aiuta a individuare i carichi presenti, ma le etichette non ne descrivono da sole i consumi. Per dimensionare un impianto fotovoltaico si confronta il profilo dei prelievi con la produzione attesa nelle diverse ore e stagioni, tenendo conto anche della superficie disponibile. Un impianto scelto sulla sola area di copertura può produrre più energia di quanta l’edificio consumi nello stesso momento; la convenienza dipende allora anche dalla valorizzazione dell’energia immessa in rete e dai costi dell’intervento.
Inverter e accumulo, estratto: capacità da valutare sui profili reali
Quando produzione fotovoltaica e consumi non coincidono nelle ore della giornata, un accumulo può aumentare l’autoconsumo. La sua utilità economica non è automatica: va confrontato il costo della batteria con l’energia acquistata che si potrebbe evitare e con il valore dell’energia immessa in rete. Una capacità eccessiva rispetto ai profili reali può rimanere poco utilizzata. Dimensionamento e tempo di ritorno richiedono quindi dati di consumo, simulazioni della produzione e ipotesi economiche esplicite.
Pensilina fotovoltaica: copertura e produzione elettrica nella stessa struttura
Questa pensilina fotovoltaica copre un’area pavimentata di un’azienda agricola. È un intervento realizzato con risorse proprie, senza incentivi agrivoltaici o agrisolari: la sua collocazione risponde alle esigenze dell’azienda e alle regole applicabili al caso, non ai requisiti di quei programmi. La convenienza dipende dalla produzione attesa, dai consumi, dal costo della struttura e dall’uso concreto dello spazio coperto.
Ogni committente ha una soglia di investimento e un orizzonte temporale propri. Per una struttura ricettiva o un investitore, il confronto deve esplicitare anche l'incertezza sui prezzi dell'energia, i costi di gestione e le condizioni degli eventuali incentivi, confrontando anche gli effetti del rinvio dell'intervento.
La diagnosi mette quindi in relazione il profilo dei consumi, le caratteristiche dell'edificio e più ipotesi di intervento. Costi e benefici vengono presentati con le assunzioni che li determinano, così il committente può decidere quali verifiche approfondire e se procedere con il progetto.
Dettagli di impianti reali dall’archivio dello studio.
Domande frequenti
L'APE è previsto, nei casi disciplinati dall'art. 6 del D.Lgs. 192/2005, per edifici nuovi, edifici sottoposti a ristrutturazioni importanti e per la vendita, il trasferimento gratuito o la nuova locazione di edifici o unità immobiliari. Nelle trattative deve essere messo a disposizione dell'interessato; al contratto si allega nei casi previsti dalla legge, con una disciplina diversa per la locazione di singole unità immobiliari. Esistono esclusioni e regole particolari, anche per alcuni immobili tutelati: l'obbligo va verificato sul bene e sull'atto concreto. Le sanzioni cambiano secondo la violazione e il tipo di contratto.
La Direttiva (UE) 2024/1275, detta anche 'Case Verdi', fissa obiettivi medi nazionali per la riduzione del consumo di energia primaria del parco residenziale esistente: almeno il 16% entro il 2030 e il 20-22% entro il 2035. Non introduce per ogni abitazione la scadenza di una specifica classe energetica, come era stato proposto in una versione precedente. Per gli edifici nuovi prevede lo standard a emissioni zero dal 1° gennaio 2028 se di proprietà di enti pubblici e dal 1° gennaio 2030 per tutti gli altri. Il termine generale di recepimento era il 29 maggio 2026: prima di attribuire obblighi a un singolo immobile occorre verificare le norme italiane di attuazione applicabili al momento dell'intervento.
L'APE ha validità massima di dieci anni, subordinata al rispetto dei controlli di efficienza energetica degli impianti previsti dalla normativa. Va aggiornato dopo interventi di ristrutturazione o riqualificazione che modificano la classe energetica dell'edificio o dell'unità immobiliare. In caso di mancato rispetto dei controlli, può decadere prima dei dieci anni. L'attestato viene registrato nel sistema regionale competente: nel Lazio tramite APE-Lazio, con confluenza dei dati nel SIAPE nazionale.
Il miglioramento energetico di un immobile vincolato richiede un equilibrio tra prestazione energetica e tutela del bene: gli interventi più invasivi sull'involucro, come il cappotto esterno o la sostituzione integrale degli infissi storici, sono spesso incompatibili con il vincolo della Soprintendenza. Le soluzioni compatibili includono l'isolamento dall'interno con materiali a bassa invasività, la sostituzione degli impianti termici con sistemi ad alta efficienza (ad esempio pannelli radianti) e l'ottimizzazione degli infissi esistenti con vetrocamera compatibile. Una diagnosi energetica preliminare (UNI CEI EN 16247-2), condotta insieme alla valutazione dei vincoli conservativi, individua possibili interventi di miglioramento da valutare rispetto ai vincoli di tutela e alle autorizzazioni necessarie.
L'APE (Attestato di Prestazione Energetica) è un documento di classificazione: fotografa la prestazione energetica dell'edificio secondo una scala da A4 a G, con metodologia standardizzata (D.M. 26/06/2015). Gli obblighi di produzione, consegna e allegazione dipendono dai casi previsti dall'art. 6 del D.Lgs. 192/2005. La diagnosi energetica analizza nel dettaglio i flussi energetici dell'edificio, localizza i punti di dispersione, simula diversi scenari di intervento con stima dei costi e dei risparmi, e produce un piano degli interventi prioritari. La diagnosi segue la metodologia della norma UNI CEI EN 16247 (la parte 2 è specifica per gli edifici) e aiuta a definire gli interventi di riqualificazione energetica.
Sì. La valutazione dipende dall’uso dell’impianto. Per una struttura ricettiva, l'impianto fotovoltaico riduce direttamente i costi operativi in un settore ad alto consumo elettrico continuo (climatizzazione, lavanderia, cucine) e il dimensionamento va tarato sui consumi reali della struttura, non su un modello standard residenziale. Per un family office o un investitore, un impianto di generazione di dimensioni medie (tipicamente sotto il Megawatt) è un investimento a sé. Oltre agli aspetti tecnici, occorre valutarne il rendimento atteso, i tempi autorizzativi, la connessione alla rete e la vita utile, come per un investimento immobiliare. Lo Studio ha progettato impianti fotovoltaici di taglie e destinazioni diverse, dalle coperture commerciali e dai capannoni produttivi agli impianti di generazione di dimensioni medie, e può condurre la valutazione tecnico-economica preliminare in entrambi i casi.
Può incidere, ma l'effetto dipende dall'immobile e dal mercato. Uno studio della Banca d'Italia (Questioni di Economia e Finanza n. 818, 2023), basato su annunci di abitazioni, rileva che i prezzi richiesti per le case nelle quattro classi energetiche migliori sono in media circa il 25% più alti di quelli delle case nella categoria peggiore, a parità delle caratteristiche considerate. Il divario varia molto fra province: non è una stima dei prezzi finali di vendita né una percentuale trasferibile a scuole, hotel o altri immobili. Per un edificio specifico occorre valutare costi, consumi e benefici attesi, senza presumere un aumento automatico del valore.
Informazioni sulla prestazione energetica
Per richiedere un APE, una diagnosi energetica o un progetto di riqualificazione.
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